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Zu Plun è oggi la distilleria delle Dolomiti che produce gin, rum, distillati e grappe con ingredienti di montagna.

Il Dol Gin, prodotto con le botaniche delle Dolomiti, è sicuramente quello più rappresentativo di queste zone. C’è molto di questi luoghi in quel distillato. Quello probabilmente più affine alle tendenze del momento è lo Yellow Gin, in cui l’aromaticità del ginepro è arricchita dai sentori dei limoni del Garda. Il Grenoir è quello in cui è stato utilizzato il melograno e infine il Salz Gin, arricchito con sale e ostriche.

Zu Plun - Ingredienti
Zu Plun - Distilleria 2
Zu Plun - Processo

In passato l’azienda faceva parte dei possedimenti terrieri del Castello Hauenstein ed era quindi proprietà niente meno che del poeta Oswald von Wolkenstein. Ma nemmeno la sua vivace fantasia avrebbe potuto immaginare che qui, a 1000 metri sul mare, sarebbero nati pregiati superalcolici e distillati di frutti di qualità e fama internazionale.

Il mastro distillatore è Florian Rabanser, che vive ai piedi delle Dolomiti. Nei suoi distillati, nel gin in particolare, ha sintetizzato tutto il suo amore per i sapori autentici.

Castelrotto

Il nome di Castelruptum compare per la prima volta in un documento del 982–987 nel quale il vescovo Albuino di Bressanone scambiò il reddito della chiesa locale con il vescovo Eticho di Augusta. Le tracce del Castelvecchio sono riconducibili all’epoca medioevale, rimane oggi solo una massiccia torre quadrata e alcuni resti di un villaggio fortificato. Nel 1348 il castello è di proprietà del duca Konrad Teck il quale è anche capitano del dipartimento dell’Adige. All’inizio del XV secolo il castello e l’abitato passano di proprietà alla famiglia Hauenstein ed è a quest’epoca che risalgono le prime fattorie stabili di grandi dimensioni impiantate nella zona. Poco dopo la proprietà passa a Michael Kraus, nobile ungherese giunto qui per matrimonio e già infeudato di alcune terre presso il lago Balaton. Questi divenne famoso in particolar modo per la ricchezza accumulata dai suoi feudi e per le opere caritatevoli che estese ai poveri di Castelrotto prima della propria morte, stabilendo che tale usanza fosse continuata nei secoli nel mese di ottobre con la distribuzione di una pagnotta di pane e di un sacchetto di sale ad ogni povero della comunità. Egli venne sepolto successivamente nella cappella della torre ove ancora oggi la sua tomba si trova. Suo nipote, Jakob Kraus, venne nobilitato dall’imperatore Rodolfo II d’Asburgo il 2 giugno 1607 e fu lui che procedette in gran parte alla demolizione dell’antico castello, creandovi una cappella ad uso per il villaggio dedicata a Sant’Antonio, oltre alla realizzazione di un parco naturale (1675) corredato da sette piccole cappelle e tre grandi crocefissi da parte del figlio Georg.

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